Favole sotto la neve

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Il corso teatrale dei bambini del Palco delle Valli continua, e con l’avvicinarsi del Natale abbiamo deciso di dar vita ad piccolo recital. Le nostre allieve, Sofia, Caterina e Giulia, andranno per la prima volta in scena in uno spettacolo tutto natalizio, in cui verranno lette delle favole che hanno l’odore del vischio e il colore della neve. Per quella che è la festa più attesa dai bambini non potevamo non organizzare qualcosa, e dare alle nostre piccole giovani attrici l’occasione di salire sul palco. Lo spettacolo si terrà martedì 12 dicembre, al palco delle Valli dalle 17:00 alle 18:00. Sarà un momento speciale e di festa da condividere con tutti.

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Una nuova lezione di teatro

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Durante l’ultima lezione di teatro con i bambini, mi sono reso conto di come, pur essendo dotati di grande fantasia,sia per loro fondamentale comprendere e capire bene tutto quello che si sta facendo e dicendo. Infatti, abbiamo avuto la fortuna di ricevere la visita di una nuova bambina martedì scorso, che a differenza delle altre, non aveva alcuna familiarità con le regole di dizione e fonetica di base, quindi accenti, fonemi e sequenze di parole semplici. Infatti, mentre ripassavo le regole per tutti, e in particolare per la nuova arrivata, era palese come i bambini che già avevano avuto modo di memorizzare certe regole, ed esercitarsi a casa, erano entusiasti di partecipare alla lezione e si dimostravano molto più attivi. Facevano quasi a gara per rispondere alle domande e per far ascoltare alla nuova bambina come si pronunciavano correttamente fonemi, come issi-isse-issa, o piccoli scioglilingua .
Nonostante, in un primo momento, la nuova arrivata sembrasse un po’ disorientata, sebbene concentrata e determinata a capire tutto ciò che veniva detto da me o da gli altri bambini, non ha impiegato molto tempo ad abituarsi al ritmo della lezione. Passata la prima mezz’ora, infatti, la bambina aveva già iniziato ad ambientarsi e gli esercizi che prima non riusciva a fare, ora le risultavano molto più semplici e comprensibili. La bellezza vera è stata vedere il suo sguardo, che da serio e indagatore, si è poi sciolto in un sorriso allegro e vispo come quello di tutte le altre bambine. L’essersi integrata presto e aver cominciato subito a capire qualche nozione elementare, di cui prima ignorava l’esistenza, l’hanno gratificata dandole modo di aprirsi e divertirsi insieme agli altri. La lettura successiva delle favole di Rodari, poi, ha reso tutto ancora più entusiasmante. Difatti, ogni volta che si legge si mette in gioco tutto quello che siamo e tutta la nostra vita, come diceva Carmelo bene, e il fatto che le loro siano giovani vite, non cambia la sostanza del messaggio. Durante le letture, infatti, anche loro si mostrano per quello che sono, chi più spigliato chi più timido, chi più espansivo chi più titubante. Seguendo la propria indole, ciascuna comunica il suo piccolo mondo . L’ultima parte della lezione le ha viste lavorare sul palco ,momento attesissimo ,tanto che da lì non vogliono più scendere. Partendo da alcune improvvisazioni, siamo arrivati a brevi scene mimate, in cui i bambini iniziando da soli ,sono poi arrivati ad interagire tra di loro .
È inutile dire quanto sia importante questo momento per loro. Una volta sul palco la loro creatività viene inizialmente lasciata libera di manifestarsi e svilupparsi senza freni, per poi essere direzionata e fatta cooperare con quella degli altri. Nonostante questo possa apparire come una riduzione della propria libertà creativa, in realtà è un esercizio utile per fare in modo che ogni bambino comprenda come bilanciare la propria energia con quella di qualcun altro sulla scena, e riesca a comunicare le proprie emozioni ad un interlocutore diverso ed esterno al nucleo familiare.

Grazie alle mie piccole allieve , ci vediamo martedì prossimo per una nuova lezione di teatro insieme!

Gabriele

 

(immagine presa dal web)

Un teatro piccolo piccolo

8F57C94E-D628-4944-9B96-9DD594879E2E.jpegUltimamente ho avuto l’opportunità di partecipare, come assistente, ad un laboratorio teatrale con dei bambini di varie età. È la prima volta che mi trovo a dover insegnare a dei bambini e devo riconoscere che è un’esperienza unica. La genuina spontaneità che ogni bambino porta con se, ti obbliga ad improvvisare continuamente. Infatti, nonostante sia abituato a prepararmi sempre la lezione ed a strutturarla in un determinato modo, la curiosità dei bambini è così travolgente da far deragliare ogni piano iniziale. La loro enorme creatività viene fuori in ogni istante, o momento della lezione. Sia durante gli esercizi di dizione e fonetica, sia durante le improvvisazioni. Soprattutto durante queste ultime, la loro fantasia può liberarsi del tutto senza alcun freno emotivo o imbarazzo che invece è comune in persone più grandi. La voglia di conoscere e la continua curiosità che i bambini hanno, diventa contagiosa e ti obbliga ad essere sempre pronto ad inventare, ad immaginare e a sognare. Ogni cosa che gli viene detta e spiegata è per loro un dono che fanno fruttare progressivamente. Sono rimasto sbalordito dalla rapidità con cui hanno appreso regole di fonetica e nel modo con cui seguono le indicazioni che gli vengono date, accogliendole e conservandole con parsimonia, pronti ad utilizzarle la volta dopo. Alla luce di queste prime esperienze devo riconoscere che mi trovo piacevolmente spiazzato, e questo stato di perenne mutevolezza, che ogni istante con loro mi regala, è qualcosa per cui sono davvero grato. La mia insegnante, Barbara Bricca, mi ha spinto a provare anche quest’esperienza consapevole di cosa mi avrebbe lasciato alla lunga, e devo ammettere che sta divenendo un momento importantissimo per me. Proiettandomi in avanti cerco già di immaginare in che modo dare vita ad uno spettacolo finale che diventi il coronamento di un anno di lavoro. L’euforia dei bambini dovrà essere incanalata all’interno di regole teatrali semplici e chiare, quanto essenziali, senza però imbrigliarli in modelli teatrali troppo fissi che rischierebbero di opprimere quanto di più bello hanno in questo momento, la loro fantasia.

Gabriele

 

 

 

 

 

” Il Teatro e il suo Centro Energetico – Seminario”

Le Sibille parteciperanno al Seminario !
Vi aspettiamo

tuttoilmondoateatro

Il Teatro ha un suo Centro,
il suo Centro è l’Essere Umano,
la Vicenda umana nella sua straordinaria complessità…

Il Teatro pone l’Uomo al centro della sua Scena,
e la Scena prende Vita attraverso le Azioni e le Parole ,
che da quest’Uomo saranno compiute e pronunciate su quella Scena;
Gesto e Parola, intesi come Manifestazione dell’Energia Vitale ,
che prepotentemente scorre dentro di Noi,
Uomini e Donne ,che su quelle Sacre Tavole,
comunichiamo la Nostra Divina Natura al Mondo.

E allora, dalla necessita di conoscere sempre meglio
il “Potenziale Energetico “,che vive dentro di noi,
nasce l’idea di un Seminario , articolato in sette lezioni,
(che si svolgeranno a Roma , nei Mesi di Ottobre e Novembre),
che darà modo a tutti i partecipanti di
prendere Coscienza della propria Energia Interiore,
imparando a Sentirla e Riconoscerla ,
dalle Radici della Nostra Esistenza,
fino alla Liberazione…

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In Scena : “La Locandiera”

Invito a teatro , in scena “La Locandiera”,
Vi aspettiamo

tuttoilmondoateatro

Un invito a Teatro,
per rivivere le Emozioni di un classico della Letteratura Teatrale Italiana,
“La Locandiera ” ,
in una riduzione puntuale e attenta che,
Lunedì Prossimo 25 Settembre ,
andrà in Scena in anteprima a Roma.

Un Atto Unico , della durata di cinquanta minuti:
in Scena , con ironia e grande energia ,
torneremo a dar voce a Personaggi immortali,
come Mirandolina, astuta Locandiera ,
che seduce tutti gli avventori della sua Locanda,
tutti , tranne l’Illustrissimo Cavaliere di Ripafratta,
che ha in odio le donne e che davvero ” non le può vedere”.

E allora ha inizio la schermaglia amorosa tra i due ,
sotto gli occhi del Povero servitore Fabrizio ,
innamorato della sua padrona e geloso del bel Ripafratta,
che la sua padroncina non smetterà di tentare,
sin quando non cadrà nella sua rete.

Il Ritmo della rappresentazione è serrato,
il tempo kronos

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La mia favola

Questa é la mia favola. Molto tempo fa in un bellissimo paesino della Polonia una ragazza mise al mondo un bellissimo bambino con degli occhi grandi come la luna e spendenti come il sole .Ogni giorno che passava il bambino cresceva sempre di più ma aveva bisogno di tante cure, e la sua mamma non essendo più in grado di farcela, a causa della povertà che l’affligeva, per il bene del suo bambino decise che assolutamente doveva fare qualcosa .Vicino al paese c’era una fatina che si prendeva cura di tantissimi bambini, si recò da lei per parlarci,e le disse: “io ti do il mio bambino ma tu dovrai trovargli una nuova mamma e un nuovo papà perché io non posso tenerlo, non ho i soldi per sfamarlo, ne una casa, non ho nulla, non posso dargli il futuro che desidero per lui, tu tutto questo un giorno potrai trovarglielo”, e andò via. Da quel giorno la fatina si occupò del bambino, lui intanto cresceva bene e giocava con gli altri bambini ma aveva bisogno di una mamma e un papà, di una famiglia che poteva dargli il calore e l’amore incondizionato che si dà ad un bambino, allora la fatina capì che era giunto il momento .Chiamo Olinda, la regina delle fate e le disse: “aiutami ha trovargli una mamma e un papà a questo bambino”. La regina delle fate le rispose di non preoccuparsi e che avrebbe trovato una famiglia a tutti i bambini. Passo’ un pò di tempo e in un’altro paese lontano vivevano Claudio e Maria Antonietta che desideravano tanto un figlio, si recarono da fata Olinda e le dissero: “aiutaci a trovare nostro figlio, perché lui é già nato nel nostro cuore dobbiamo solo trovarlo”. Fata Olinda risposte a loro: “andate in quel paesino della Polonia e li troverete un bambino che vi sta aspettando. Partirono subito e quando arrivarono trovarono una casa grandissima con tanti bambini, pensarono come faremo a trovare nostro figlio? Poi alzarono lo sguardo e da lontano videro un bambino con degli occhi grandissimi e dissero: “é lui, finalmente l’abbiamo trovato”, e corsero da lui e lo presero in braccio e gli dissero:”sei tu, ti abbiamo tanto cercato e adesso sei qui con noi andiamo via , ti portiamo a casa. Da quel giorno Claudio e Maria Antonietta dissero sempre al loro figlio che era stato fortunato perché aveva due mamme, la prima gli aveva dato il dono più prezioso, la vita, mentre per loro era nato nel loro cuore, quindi era un bambino nato due volte . Questa favola l’avevo scritta quando ancora non sapevo nulla, stavamo aspettando l’abbinamento ma la nostra referente ci consigliò di incominciare a scrivere la nostra favola e io le diedi ascolto, ci hanno abbinato due bellissime bambine polacche e questa favola, io e mio marito, la portammo in Polonia e l’interprete la lesse alle nostre figlie. È stato il giorno più bello della nostra vita, Daria Edyta Malwina Sperandio.

Maria Antonietta

“Compagnia del Cavaliere e delle Sibille”

 

Ci siamo…

Siamo stati lontani dal blog per qualche tempo,

ma siamo pronti a tornare tra voi,

con nuovi post, in cui vi racconteremo le nostre storie,

perchè per noi il Teatro è un modo per sentire la vita,

per sentirci vivi, per condividere le nostre emozioni,

le nostre gioie , le nostre idee,tutto il nostro mondo interiore…

 

Siamo una Compagnia nuova, donne e uomini di buona volontà,

che hanno scelto di percorrere il cammino del Teatro,

che è Conoscenza di se stessi e del mondo,

che è Necessario per la nostra Anima,

Sempre desiderosa di Grande Bellezza.

 

Un grande abbraccio a tutti voi da:

Emanuela, Roberta , Adelaide, Angela, Aurora, Maria Teresa ,Maria Antonietta,

e Dai Nostri Insegnanti , Gabriele, Marco e Barbara.

E sarà un Anno di pura magia ….

 

(immagine presa dal web)